Masterchef: dove i sogni possono diventare realtà

Si è conclusa anche questa edizione di Masterchef : ingredienti, tecnica, passione, impegno e creatività sono gli strumenti per tramutare il sogno di alcuni dilettanti in una realtà lavorativa! Wow! Anthony Robbins dice “fissare degli obiettivi é il primo passo per trasformare l’invisibile nel visibile”.
È una gara e tutti la guardano perché è divertente vedere come i concorrenti si destreggino fra i tanti ostacoli e sviluppino un piatto ma io ci vedo di più.

Masterchef mi piace perché:
• delle persone cercano di tramutare la loro passione per la cucina in lavoro, partendo da un sogno lavorano per realizzare un loro obiettivo. Dite poco? In quanti hanno chiari i loro obiettivi? In quanti provano a realizzarli e lavorano per questo e su questo?
• Ogni competizione ha un tempo: anche nella vita per sviluppare un piano d’azione per il raggiungimento degli obiettivi dobbiamo darci delle tempistiche per poi fare il punto della situazione e vedere dove siamo arrivati, cosa abbiamo realizzato, cosa manca e cosa dobbiamo rimettere a punto.
• Anche noi abbiamo dei giudici: a volte siamo noi stessi altre volte un superiore, un fornitore o un famigliare
• Ci sono delle prove che si chiamano Pressure test: gareggiare con la pressione di poco tempo e condizioni di lavoro non discutibili. Noi tutti quotidianamente dobbiamo fare i conti con i nostri nemici principali: il tempo ridotto, condizioni che non dipendono da noi e su cui spesso non possiamo intervenire e la motivazione che va tenuta alta; ogni giorno dobbiamo capire cosa è urgente, cosa prioritario, cosa va fatto per primo e cosa lasciare indietro pur di arrivare al risultato e non dobbiamo perdere la fiducia in noi e nel progetto.
• Ci sono delle prove di Invention test dove la dote principale richiesta è la creatività, elaborare delle idee nuove, capire con il materiale che abbiamo cosa realizzare di innovativo ed efficace.
• E poi ci sono delle prove a squadre perché lavorare in team non è così scontato! anche quando si è molto bravi singolarmente occorre sapere chi detiene la leadership in quel momento e da’ le linee guida e chi invece deve capire il compito assegnato e svolgerlo nel migliore dei modi collaborando con il resto del gruppo per il conseguimento del risultato.
Quando mi dicono che usare la moda o la cucina in ambito formativo o nei team building possa funzionare solo in alcune tipologie di aziende mi viene da sorridere… Questi ambiti si prestano benissimo come metafora perché ripropongono tutti gli elementi di quelli che sono gli ostacoli che troviamo nell’attività lavorativa quotidiana e che ci possono permettere di migliorare le nostre performance e puntare dritti al successo aziendale nel raggiungimento dell’obiettivo.

Tu persona o tu azienda sei riuscito, come questi concorrenti di Masterchef, ad individuare il tuo sogno e lavorare perché diventi un obiettivo raggiunto? Perché come dice Henri Miller “la nostra meta non é mai un luogo ma un nuovo modo di vedere le cose”. Si comincia un passo alla volta ma se non si cambiano gli ingredienti o il modo di cucinare, si continueranno a mangiare sempre le stesse pietanze!


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